Preghiera: Invocazione "Madre della Chiesa"
Madre della Chiesa, e Madre nostra Maria, raccogliamo nelle nostre mani quanto un popolo è capace di offrirti; l’innocenza dei bambini, la generosità e l’entusiasmo dei giovani, la sofferenza dei malati, gli affetti più veri coltivati nelle famiglie, la fatica dei lavoratori, le angustie dei disoccupati, la solitudine degli anziani, l’angoscia di chi ricerca il senso vero dell’esistenza, il pentimento sincero di chi si è smarrito nel peccato, i propositi e le speranze di chi scopre l’amore del Padre, la fedeltà e la dedizione di chi spende le proprie energie nell’apostolato e nelle opere di misericordia. E Tu, o Vergine Santa, fa’ di noi altrettanti coraggiosi testimoni di Cristo. Vogliamo che la nostra carità sia autentica, così da ricondurre alla fede gli increduli, conquistare i dubbiosi, raggiungere tutti. Concedi, o Maria, alla comunità civile di progredire nella solidarietà, di operare con vivo senso della giustizia, di crescere sempre nella fraternità. Aiuta tutti noi ad elevare gli orizzonti della speranza fino alle realtà eterne del Cielo. Vergine Santissima, noi ci affidiamo a Te e Ti invochiamo, perché ottenga alla Chiesa di testimoniare in ogni sua scelta il Vangelo, per far risplendere davanti al mondo il volto del tuo Figlio e nostro Signore Gesù Cristo.
(Giovanni Paolo II)
Qualche informazione...
La Cappella dedicata alla Mater Amabilis è situata al centro della rotonda posta tra il viale Kennedy e le vie Brianza e Gramsci.
La costruzione si erige nel punto in cui era caduta una bomba durante la guerra che, grazie alla protezione della Madonna, non è esplosa.
Questo fatto è testimoniato da due incisioni poste all’interno della Cappelletta (qui sopra).
La famiglia Saccal fece costruire negli anni ’60 la Cappelletta, donandola alla Parrocchia.
All’interno della Cappelletta si trova il tondo raffigurante la Madonna con il Bambino. La famosa Scuola del Beato Angelico di Milano, che ha restaurato questa scultura in epoca recente, ha stimato questo altorilievo un cotto molto antico e ha teorizzato che fosse stato portato dai monaci di San Bernardo.
Questa ipotesi trova riscontro con quanto riportato sui libri che trattano la storia di Rescaldina.
Si cita infatti che i monaci seguaci di San Bernardo da Chiaravalle si diressero lungo l’antica strada d’Olona verso le boscaglie folte ed incolte di Rescaldina. Qui fissarono per qualche tempo la loro dimora e, durante la loro permanenza, regolarono i boschi e tracciarono il solco delle moderne strade di comunicazione con i comuni vicini. I monaci, per potersi fermare a pregare durante le pause di lavoro, avevano eretto delle piccole cappelle, i “gisioè” dedicate alla Madonna. E… i conti tornano… la zona nella quale sorge la Cappella della Mater Amabilis, vede infatti le prime abitazioni negli anni ’50. Prima di tale periodo erano presenti dei campi coltivati adiacenti ai boschi, separati da sentieri sterrati e in prossimità della strada principale che collega i vari paesi limitrofi. Ed in effetti fino ai tempi dei nostri nonni, questa zona veniva chiamata il Gisioè.
Prima dell’attuale collocazione il cotto era custodito in un’edicola aperta posta all’angolo tra le vie Kennedy e Brianza (dove si trova attualmente il cancelletto pedonale di un’abitazione privata).
Fino a qualche anno fa alla sera del 2 Luglio si svolgeva una festa di commemorazione in cui si recitava il S. Rosario e si baciava la reliquia di San Bernardo. Questa ricorrenza negli anni recenti è stata spostata nel mese di Maggio, dedicato alla Madonna, nel quale si riflette sulle molte virtù della Vergine.
Dopo il restauro il cotto è stato danneggiato da ignoti con una latta contenente smalto. È stato richiesto pertanto un ulteriore restauro, in seguito al quale è stata posta una vetrata di protezione per la scultura dedicata alla Madonna ed è stata posta l’illuminazione notturna per sottolineare la “bellezza” della Madonna e per invocare la Sua protezione su di noi.
Sulle pareti laterali ci sono due finestre sulle cui vetrate sono incise le immagini del Sacro Cuore in quella di sinistra e di San Papa Giovanni XXIII in quella di destra.
All’interno sono visibili alcuni “ex voto” a testimonianza delle grazie ricevute dalla Mater Amabilis.


