Preghiera: Memorare
O vergine Maria, che non si è mai udito che alcuno, ricorrendo al tuo patrocinio, implorando il tuo aiuto e la tua protezione, sia stato da te abbandonato. Animato da tale confidenza, a te ricorro, o vergine delle vergini e madre mia, a te io vengo e davanti a te me ne sto, povero peccatore gemente. Non disprezzare le nostre suppliche, ma ascoltaci, propizia, ed esaudiscici.
Amen
(S. Bernardo di Chiaravalle)
Qualche informazione...
La cappellina di via Cerro Maggiore, allora via Resegone, fu costruita alla fine degli anni ’60 per volontà delle poche famiglie residenti in una zona tagliata, anzi isolata, dalla Saronnese, chiamata dagli abitanti di Rescaldina “la provinciale”.
Per queste famiglie,persone impegnate nell’industria ma insediate in una zona agricola, l’isolamento aveva però fatto da collante, cementando il senso di appartenenza in una piccola comunità. L’attraversamento della provinciale, da questa manciata di case in mezzo alla campagna, fuori dal paese, era ritenuto pericoloso, e ai ragazzi del paese non era consentitoandare dall’altra parte a giocare con i compagni di scuola, ma anzi era proibito.
Si fece strada così l’esigenza delle famiglie dei Landonio, Bianchi, Rossini, Monti, Schinelli, Panini, Larini, Grimoldi abitanti del “Milanino”, così come avevano chiamato la loro zona, se non di costruire una piccola chiesa, almeno dirigere una cappellina con una Madonna dedicata a Nostra Signora di Fatima, dove ritrovarsi a pregare e alla quale chiedere protezione per le proprie famiglie. Avuta l’approvazione dal parroco, Don Bernardo Galli, partì la mobilitazione per la raccolta fondi, e, la famiglia Landonio, che si accingeva a costruire il muro di cinta della villa, acconsentì che nello smusso d’angolo dello stesso venisse edificata la cappellina.
La Madonna, di marmo bianco di Carrara, esposta alla venerazione degli abitanti per due giorni nel portone del civico n. 9, partì da qui in processione, portata a spalla da quattro ragazzi, per la collocazione definitiva nella cappellina.
Il piccolo segno sul naso della Madonnina, dovuto a una manovra maldestra nel collocarla all’interno della cappella, ha reso questa statua, per gli abitanti dell’attuale via Cerro, “un unicum” prezioso e che nulla toglie alla sua statuaria bellezza.
La cappellina è oggetto di attenzione da parte delle famiglie che a turno si susseguono nella cura e custodia.


