IL VANGELO DELLA DOMENICA

Riflessione a Cura di Mons. Erminio Villa

V DI PASQUA (C)

15 maggio 2022

VANGELO Gv 13, 31b-35
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito. Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete ma, come ho detto ai Giudei, ora lo dico anche a voi: dove vado io, voi non potete venire.

Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri».

  1. La difficoltà nei rapporti

Ci sono gradi di reazione diversa di fronte al modo di fare degli altri che ci crea disagio:

la persona violenta reagisce vendicandosi, la persona debole si deprime, la persona forte non si lascia andare, ma in maniera altrettanto decisa interrompe i rapporti…

Ma poi c’è anche chi risponde in maniera “folle”: al male ricevuto reagisce con il bene, al tradimento con il perdono, al torto subito risponde con l’amore.

E continuando a parlare d’amore, dice a chi gli sta vicino: “Ricominciamo da capo, ritorniamo insieme… ricerchiamo l’intesa…“. Umanamente parlando è follia allo stato puro!

  1. La consegna di Gesù

Non così per chi, una sera, tradito da una delle persone che egli amava di più, al suo tradimentoconclamato, anticipato e reso pubblico, rispose dicendo a chi lo ascoltava: “Amatevi“.

Questa non è follia: è storia, è annuncio, è salvezza.

“Quando Giuda fu uscito dal Cenacolo”, ovvero quando già aveva ricevuto insieme con gli altri discepoli il duplice gesto d’amore della lavanda dei piedi e del pane eucaristico;

quando a tutti, al di là di quanto essi avessero effettivamente compreso,era stato annunciato il suo tradimento; quando cioè, in risposta all’amore più grande, Gesù ne riceve fiducia gettata alle ortiche, tradimento e addirittura morte, le sue parole sono:”Amatevi gli uni gli altri… da questo tutti sapranno che siete miei discepoli”.

E questo lo lascia a loro come testamento, perché – dice lui stesso – “ancora per poco sono con voi”.Non lo lascia solo come testamento, ma come un comando, come un’indicazione precisa.

Beh, amare e amarsi non è poi così gravoso e pesante come altri: anzi, il più delle volte amarsi è piacevole e gratificante. Fossero tutti così i comandi che riceviamo nella vita di ogni giorno!

  1. La ‘novità’ cristiana

Quello che colpisce e che sconvolge, e che davvero per noi rasenta la follia, è quanto aggiunge rispetto al comandamento: è un comandamento “nuovo“.

Perché mai è nuovo? Da sempre l’uomo è capace di amare, non è certo una novità. Ma qui il Maestro invita i suoi discepoli (e noi oggi) a continuare a dire “amore” in ciò che si fa nonostante – anzi, ancor più – quando riceviamo torti e addirittura tradimenti.

La novità del comandamento cristiano dell’amore è continuare ad amare anche quando la nottedel tradimento e della fiducia buttata via (come quella di Guida) pervade il nostro cuore, anche quando all’amore gratuitamente donato ci viene risposto con odio gratuitamente ricevuto,

anche quando la negazione dell’amore ci viene dalle persone da cui meno ce l’aspetteremmo… Utopia? Forse. Follia? Quasi certamente. Abnegazione? Per certi aspetti sì. Realmente possibile? Senza ombra di dubbio, e la vita di ogni giorno ce ne fornisce le prove:

ad esempio uomini e donne di ogni tempo, di ogni luogo e di ogni credo religioso che all’incomprensione rispondono con l’intelligenza, al torto rispondono con la giustizia, all’indifferenza rispondono con la solidarietà, all’odio rispondono con l’amore.

Tutti possono fare questo, cristiani e no. Ma al cristiano è chiesto di apporre questo come distintivo sul bavero della propria divisa: perché è da questo precetto, e non da altre normative e leggi di comportamento spesso infruttuose, che capiranno che siamo suoi discepoli.

Dove molte leggi e norme non possono, un semplice gesto d’amore, anche uno solo, vince sempre.

don Erminio

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