IL VANGELO DELLA DOMENICA

Riflessione a Cura di Mons. Erminio Villa

16 novembre 2025

I DI AVVENTO (A)

VANGELO Mt 24, 1-31
Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo. Mentre il Signore Gesù, uscito dal tempio, se ne andava, gli si avvicinarono i suoi discepoli per fargli osservare le costruzioni del tempio. Egli disse loro: «Non vedete tutte queste cose? In verità io vi dico: non sarà lasciata qui pietra su pietra che non sarà distrutta». Al monte degli Ulivi poi, sedutosi, i discepoli gli si avvicinarono e, in disparte, gli dissero: «Di’ a noi quando accadranno queste cose e quale sarà il segno della tua venuta e della fine del mondo». Gesù rispose loro: «Badate che nessuno vi inganni! Molti infatti verranno nel mio nome, dicendo: “Io sono il Cristo”, e trarranno molti in inganno. E sentirete di guerre e di rumori di guerre. Guardate di non allarmarvi, perché deve avvenire, ma non è ancora la fine. Si solleverà infatti nazione contro nazione e regno contro regno; vi saranno carestie e terremoti in vari luoghi: ma tutto questo è solo l’inizio dei dolori. Allora vi abbandoneranno alla tribolazione e vi uccideranno, e sarete odiati da tutti i popoli a causa del mio nome. Molti ne resteranno scandalizzati, e si tradiranno e odieranno a vicenda. Sorgeranno molti falsi profeti e inganneranno molti; per il dilagare dell’iniquità, si raffredderà l’amore di molti. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato. Questo vangelo del Regno sarà annunciato in tutto il mondo, perché ne sia data testimonianza a tutti i popoli; e allora verrà la fine. [Quando dunque vedrete presente nel luogo santo l’abominio della devastazione, di cui parlò il profeta Daniele – chi legge, comprenda –, allora quelli che sono in Giudea fuggano sui monti, chi si trova sulla terrazza non scenda a prendere le cose di casa sua, e chi si trova nel campo non torni indietro a prendere il suo mantello. In quei giorni guai alle donne incinte e a quelle che allattano! Pregate che la vostra fuga non accada d’inverno o di sabato. Poiché vi sarà allora una tribolazione grande, quale non vi è mai stata dall’inizio del mondo fino ad ora, né mai più vi sarà. E se quei giorni non fossero abbreviati, nessuno si salverebbe; ma, grazie agli eletti, quei giorni saranno abbreviati. Allora, se qualcuno vi dirà: “Ecco, il Cristo è qui”, Oppure “È là”, non credeteci; perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti e faranno grandi segni e miracoli, così da ingannare, se possibile, anche gli eletti. Ecco, io ve l’ho predetto. Se dunque vi diranno: “Ecco, è nel deserto”, non andateci; “Ecco, è in casa”, non credeteci. Infatti, come la folgore viene da oriente e brilla fino a occidente, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Dovunque sia il cadavere, lì si raduneranno gli avvoltoi.] Subito dopo la tribolazione di quei giorni, “il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce, le stelle cadranno dal cielo e le potenze dei cieli saranno sconvolte”. Allora comparirà in cielo il segno del Figlio dell’uomo e allora si batteranno il petto tutte le tribù della terra, e vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi del cielo con grande potenza e gloria. Egli manderà i suoi angeli, con una grande tromba, ed essi raduneranno i suoi eletti dai quattro venti, da un estremo all’altro dei cieli».

 

L’inizio dall’Anno Liturgico rilancia il nostro cammino alla luce del Vangelo di Gesù. Si riparte con l’Avvento ambrosiano, fatto di sei settimane.

La Parola di Dio di oggi ci ricorda il valore profondo di questo “tempo forte”: prepararci alla seconda venuta di Cristo sul fondamento della sua Incarnazione, della sua esemplarità, del suo messaggio, del dono dello Spirito Santo che ci parla di Lui, ci sostiene in Lui, ci conduce a Lui.

 

  1. La fedeltà di Dio

La prima lettura, che tratta dalla parte finale della profezia di Isaia (Is 51, 4-8), ci invita a non avere paura delle traversie che il mondo vive, pur mantenendoci attivi nel correggerle, per quanto ci è possibile.

Isaia ci ricorda che sopra ogni cosa sta la giustizia di Dio, termine che, in ebraico è l’equivalente di fedeltà. Dio è fedele, Dio è affidabile e non tarderà.

 

  1. I cristiani fedeli

Nella seconda lettura (Seconda Lettera di San Paolo ai Tessalonicesi 2,1-14), San Paolo ci ricorda che il mistero dell’iniquità (male, in greco mancanza di legge) e la piaga della non equità (disparità sociale) operano attivamente nella nostra società.

Ma lo sguardo dell’Apostolo si posa anzitutto su pochi che vivono in sincerità e verità la fede cristiana, trovando in essi grande consolazione.

Anche noi siamo invitati a non scoraggiarci, bensì a cogliere i germi di fede e di speranza presenti nelle nostre comunità.

Gesù non ha mai detto che la Chiesa sarebbe stata maggioritaria. Quando lo è stata fu per un tragico connubio con il potere. Gesù parla della Chiesa come seme, lievito e piccolo gregge, attivo nell’annuncio del Vangelo e vigilante nell’attesa del suo ritorno.

 

  1. La perseveranza, anche nel tempo della prova

Il Vangelo secondo Matteo (Matteo 24, 1-31) ci riporta la prima parte dell’ultimo discorso di Gesù, il discorso escatologico (il futuro letto con gli occhi di Dio).

Gesù è appena uscito dal Tempio di Gerusalemme e dichiara che non vi farà più ritorno. Il Tempio non serve più, cadrà diroccato, poiché ora è Gesù la presenza di Dio nel mondo. Gesù aveva appena profetizzato “D’ora in poi non mi vedrete finché non direte: Benedetto colui che viene nel nome del Signore” (23,39).

Ecco allora la duplice domanda dei discepoli: quando accadrà questa distruzione e quale sarà il segno del ritorno di Gesù tra noi (in greco Parousìa = venuta, ritorno glorioso del re dalla battaglia)?

Noi sappiamo che nel 70 d.C. i romani distrussero il tempio, ma ancora attendiamo il ritorno glorioso di Gesù. Gesù legge la storia come il tempo delle ‘doglie’ del parto.

Anche nel nostro contesto risuona il monito di Gesù a non allarmarci per quella trafila di catastrofi che elenca, e che anche oggi accadono, ma di perseverare fiduciosi.

La paura infatti ci espone alla seduzione, a prestare ascolto e a dare potere a figure ambigue: “falsi profeti”, che promettono di risolvere ogni nostra situazione. In realtà si salverà solo chi avrà perseverato sino alla fine.

Matteo segnala un altro pericolo, più intraecclesiale: la caduta della tensione alla carità, all’amore reciproco, in molti cristiani, a causa del male che sembra dilagare.

Circa il segno o i segni che preannunciano la venuta di Cristo, sembrerebbe facciano riferimento alla diffusione del Vangelo in tutto il mondo, ma in realtà, questo significa semplicemente che l’attesa sarà lunga.

Il segno di Giona, la resurrezione di Cristo, annunciata da testimoni credibili: questo resta l’unico segno, nell’attesa del ritorno del Signore, quando finalmente la morte sarà vinta.

don Erminio

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