IL VANGELO DELLA DOMENICA

Riflessione a Cura di Mons. Erminio Villa

 8 marzo 2026

III DOMENICA DI QUARESIMA (A)

Giovanni 8,31-59

VANGELO Gv 8, 31-59
Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Il Signore Gesù disse a quei Giudei che gli avevano creduto: «Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi». Gli risposero: «Noi siamo discendenti di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno. Come puoi dire: “Diventerete liberi”?». Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. Ora, lo schiavo non resta per sempre nella casa; il figlio vi resta per sempre. Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero. So che siete discendenti di Abramo. Ma intanto cercate di uccidermi perché la mia parola non trova accoglienza in voi. Io dico quello che ho visto presso il Padre; anche voi dunque fate quello che avete ascoltato dal padre vostro». Gli risposero: «Il padre nostro è Abramo». Disse loro Gesù: «Se foste figli di Abramo, fareste le opere di Abramo. Ora invece voi cercate di uccidere me, un uomo che vi ha detto la verità udita da Dio. Questo, Abramo non l’ha fatto. Voi fate le opere del padre vostro». Gli risposero allora: «Noi non siamo nati da prostituzione; abbiamo un solo padre: Dio!». Disse loro Gesù: «Se Dio fosse vostro padre, mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato. Per quale motivo non comprendete il mio linguaggio? Perché non potete dare ascolto alla mia parola. Voi avete per padre il diavolo e volete compiere i desideri del padre vostro. Egli era omicida fin da principio e non stava saldo nella verità, perché in lui non c’è verità. Quando dice il falso, dice ciò che è suo, perché è menzognero e padre della menzogna. A me, invece, voi non credete, perché dico la verità. Chi di voi può dimostrare che ho peccato? Se dico la verità, perché non mi credete? Chi è da Dio ascolta le parole di Dio. Per questo voi non ascoltate: perché non siete da Dio». Gli risposero i Giudei: «Non abbiamo forse ragione di dire che tu sei un Samaritano e un indemoniato?». Rispose Gesù: «Io non sono indemoniato: io onoro il Padre mio, ma voi non onorate me. Io non cerco la mia gloria; vi è chi la cerca, e giudica. In verità, in verità io vi dico: se uno osserva la mia parola, non vedrà la morte in eterno». Gli dissero allora i Giudei: «Ora sappiamo che sei indemoniato. Abramo è morto, come anche i profeti, e tu dici: “Se uno osserva la mia parola, non sperimenterà la morte in eterno”. Sei tu più grande del nostro padre Abramo, che è morto? Anche i profeti sono morti. Chi credi di essere?». Rispose Gesù: «Se io glorificassi me stesso, la mia gloria sarebbe nulla. Chi mi glorifica è il Padre mio, del quale voi dite: “È nostro Dio!”, e non lo conoscete. Io invece lo conosco. Se dicessi che non lo conosco, sarei come voi: un mentitore. Ma io lo conosco e osservo la sua parola. Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e fu pieno di gioia». Allora i Giudei gli dissero: «Non hai ancora cinquant’anni e hai visto Abramo?». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono». Allora raccolsero delle pietre per gettarle contro di lui; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio.

 

 

  1. Che cos’è la libertà?

Il Vangelo di Giovanni ci accompagna (Gv 8,31-59). Ciò che è costitutivo dell’uomo è la libertà. In prima battuta essa

è il poter pensare, agire senza alcuna costrizione. Ma questo è solo il primo gradino.

Vi sono persone libere in tal senso, ma che usano di questa libertà per nuocere a se stessi (droga, alcol ecc.) e agli altri.

Questo concetto di libertà è oggi dominante: io posso fare quello che voglio.

Altri sostengono che la libertà del singolo finisce dove inizia quella dell’altro. Andiamo già meglio, ma non siamo ancora al punto focale.

Questa concezione di libero arbitrio è gelida, ha il sapore dell’indifferenza e ricade nel limite sopra indicato, pur calmierandolo.

Poniamo il caso della cannabis. Io uso droghe leggere, tu non vuoi, ognuno è libero di fare ciò che vuole; basta che non danneggi l’altro.

Ma la libertà non è solo libertà da costrizioni, ma è soprattutto libertà per il bene per costruire personalità adulte, responsabili, dedite al bene comune,

all’edificazione di una società non di indifferenti, ma di corresponsabili l’uno dell’altro.

 

  1. Occorre liberarsi dai condizionamenti

Il filosofo esistenzialista Sartre diceva che la libertà consiste nel rielaborare ciò che di noi è stato fatto.

Penso alludesse ai diversi condizionamenti genetici, biologici, socio-culturali che ci appartengono e costellano la nostra esistenza.

Anche questo va riconosciuto con umiltà. Molto di quanto siamo è condizionato, ma ciò non ci impedisce il riscatto,

l’affrancamento da limiti chi ci sono stati imposti, nulla ci impedisce di migliorare. Gesù propone a dei Giudei che credevano in lui,

ma faticavano a liberarsi dai propri preconcetti, dalle tradizioni create da uomini, un cammino di libertà ben preciso, che oggi arriva sino a noi.

Rimanere nella sua Parola. Il verbo dice che la libertà evangelica esige fedeltà e non occasionalità.

Tradotto, vuole dire seguire lui, fidarsi di lui, dei suoi insegnamenti, non mollare la presa anche di fronte alle difficoltà, ai momenti di aridità spirituale.

Non basta dunque dire di credere in lui, come questi Giudei, non basta aver ricevuto i sacramenti dichiarando così di essere a posto.

 

  1. Il vero discepolo

Il discepolo è colui che segue il maestro, il discepolo obbedisce alla sua parola, fiducioso che conduca alla verità della vita.

Sì, la libertà evangelica è paradossalmente obbedienza alla parola di colui che ci conosce nel profondo, che indirizza la nostra sete di felicità.

Questa affermazione stride con la concezione contemporanea di liberta. L’esito di questo cammino di libertà evangelica è la conoscenza della verità.

Il verbo conoscere nella Bibbia non ha la valenza illuministica, cioè di apprendimento di un concetto o di una teoria,

ma indica intimità, coinvolgimento di tutte le facoltà della persona, come tra due amanti.

Ma quale verità? Che la vita ha valore se la doni, non se la trattieni, che la parte migliore di te e non il peggio, va portata alla luce;

in questo il Vangelo è forza potente. Questa è la verità su di noi, così come Dio ci ha pensati sin dalla genesi degli universi.

don Erminio

 

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